January 10, 2007
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Inizio con una domanda secca. Che differenza c’è tra un musulmano che si percuote il petto inneggiando ad Allah ed un padre di famiglia americano che ringrazia Iddio per il pane che allieta la sua tavola?
Avete presente quella immagine sempre più frequente nei telefilm americani, soprattutto quelli con cow boy o comunque dai solidi ma tribolati nuclei familiari, dove nel momento sacro del pasto c’è il momento di raccoglimento e di preghiera.
Avete presente quei capannelli mistici che si manifestano inaspettati nei Reality di ogni genere o nei memorabili eventi sportivi, soprattutto negli ultimi tempi?
Avete notato come l’uomo dal potere più grande e dal qi più piccolo al mondo non termini mai un discorso senza aver ringraziato il Signore per la botta di “fortuna” che lo ha accompagnato negli anni o semplicemente la preghiera di benedizione e benevolenza rivolta allo sguardo misericordioso del Supremo?
Beh, forse adesso che vi ci sto facendo riflettere queste immagini vi appariranno fulgide nella mente così come, di contro, le preghiere scalze dei musulmani, la loro rituale astinenza da cibo suino e da alcoolici e il periodo sacro del digiuno. Il loro esorcizzare inneggiando a Maometto e ad Allah durante i riti funebri o le manifestazioni politiche.
Che differenza c’è tra questi due scenari?
Perché uno dovrebbe essere meno pericoloso dell’altro? Perché un telepredicatore americano o una lobby di qualche congregazione che muove miliardi di dollari con agganci solidi nel mondo politico dovrebbe essere meno pericoloso del partito di Dio di qualche paese islamico?
La risposta ovvia, banale ma evidentemente superficiale sarebbe quella di dire che la religione musulmana è aggressiva, violenta, guerrafondaia …..
Certo Certo…
e se il petrolio, così come Saddam e le sue armi fossero solo un pretesto per nascondere qualche ragione meno pronunciabile?
Un brivido …
Notte
F.
January 8, 2007
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Un grosso cinghiale si è trasformato in un demone maligno in quella terra senza tempo ad est. Un mostro aracnoide che annichilisce tutto ciò che incontra ma non il principe Ashitaka che seppur facendosi contaminare riesce ad ucciderlo. Terra popolata da gente fiera, che non dovrebbe esistere, ultima discendente di una gloriosa casta guerriera.
Ashitaka deve andarsene o morirà. Il demone l’ha contagiato e la piaga sul braccio avrà il sopravvento se non raggiungerà con “occhi privi di odio” il mondo da cui il cinghiale-demone proveniva. Inizia il viaggio ad Ovest fino alla città del ferro. Rudimentali armi da fuoco, donne emancipate dal lavoro ai mantici e uomini dediti al disboscamento ed al trasporto di cibi e armi. La reggente della città è una donna determinata dalle strane contraddizioni: delirio di onnipotenza e grande compassione verso i più deboli e sofferenti.
Ashitaka scopre la verità: Lei colpi con un fucile il grosso cinghiale fino ad allora spirito della grande foresta portandolo ad impazzire di dolore e diventare demone. Ashitaka ha un comportamento regale, superiore ed in qualche modo puro.
San è la piccola principessa Mononoke, allevata dai lupi che odia gli uomini che stanno ferendo la grande foresta. E’ subito intesa tra Ashitaka e San che combatteranno la loro battaglia tra entità soprannaturali, divinità della terrà, uomini e donne dal grande cuore ma anche dalla miope visione del loro interesse. Il grande spirito della foresta viene ucciso e con lui lo spirito originario della Natura pulsante di quella terra. Alla fine la vita riprende ma le cicatrici non si possono cancellare. Miyazaki nella sua bellissima metafora animata non ha risparmiato i necessari colpi all’egoismo umano, l’esaltazione della poesia naturale e tratteggiato ad arte il grandioso progetto Superiore di cui facciamo parte.
E’ stata la visione di un film che mi tenuto incollato al video fino alle 5 del mattino. Iniziata per caso e che ho trovato tristemente evocativa di quelle attualissime tematiche ambientali che negli ultimi giorni stanno avendo finalmente la giusta eco. Tralascio il giudizio cinematografico ma riporto lo spunto, l’invito a riflettere, il messaggio accorato di cui questo bel film schietto e a volte crudo come molti film di animazione giapponesi.
Notte
F.
January 5, 2007
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La notizia di oggi è quella di Ashley. Per chi non l’avesse letta la ricordo in breve: Due genitori negli Stati Uniti hanno volutamente fermato lo sviluppo fisico della loro figlia a 9 anni o 6 a seconda della fonte ( poco cambia). Lo sviluppo mentale della bimba è inesistente in quanto affetta da una forma di lesione cerebrale di tipo statico. Questi genitori hanno quindi deciso di mantenere con tutti i mezzi la loro figlia ad uno stadio prepuberale perchè, secondo loro, si risparmiasse tutte le complicanze che il diventare adulta le avrebbe comportato.
Terminata la premessa utile per inquadrare la situazione resta in tutto il suo terribile e dicotomico dolore, la lacerazione che queste notizie ci provocano dentro.
Pietà o crudeltà?
I genitori hanno agito per il bene della figlia impedendole di soffrire inutilmente nel suo limbo di non coscienza o sono solo mossi da un profondo egoismo crudele e cinico?
Chi potrebbe biasimare due persone che in una situazione talmente estrema possano aver deciso per una tale “soluzione”?
Possiamo noi mai riuscire ad immedesimarci nel dolore o semplicemente nella quotidianità di una famiglia nella quale una figlia ha congenitamente l’età e lo sviluppo cerebrale di una neonata in un corpo che “percorreva” inesorabile il suo sviluppo?
Possiamo noi applicare principi sempre più vecchi di morale universale o dogmi di fede ad un caso naturale e “contro naturale” nello stesso tempo? Credo che il punto sia questo in fondo: cosa possiamo intendere per Naturale e cosa no?
Chiudo con altre due domande che faccio prima di tutto a me stesso. Welby non sarebbe vissuto 10 anni attaccato ad un respiratore se la medicina non lo avesse inventato e successivamente lo avesse ridotto ad esserne schiavo. Questa bimba non sarebbe sopravvissuta probabilmente al parto se la medicina non si fosse accanita nel mantenerla in vita. Perchè la visione di naturalità viene spesso vista in modo miope solo in una direzione? Non ho risposte definitive, rimbalzo tra pietà e cinismo e la lacerazione, come detto, resta.
F.