Ashley, la Bimba
January 5, 2007 12:20 pm Senza CategoriaLa notizia di oggi è quella di Ashley. Per chi non l’avesse letta la ricordo in breve: Due genitori negli Stati Uniti hanno volutamente fermato lo sviluppo fisico della loro figlia a 9 anni o 6 a seconda della fonte ( poco cambia). Lo sviluppo mentale della bimba è inesistente in quanto affetta da una forma di lesione cerebrale di tipo statico. Questi genitori hanno quindi deciso di mantenere con tutti i mezzi la loro figlia ad uno stadio prepuberale perchè, secondo loro, si risparmiasse tutte le complicanze che il diventare adulta le avrebbe comportato.
Terminata la premessa utile per inquadrare la situazione resta in tutto il suo terribile e dicotomico dolore, la lacerazione che queste notizie ci provocano dentro.
Pietà o crudeltà?
I genitori hanno agito per il bene della figlia impedendole di soffrire inutilmente nel suo limbo di non coscienza o sono solo mossi da un profondo egoismo crudele e cinico?
Chi potrebbe biasimare due persone che in una situazione talmente estrema possano aver deciso per una tale “soluzione”?
Possiamo noi mai riuscire ad immedesimarci nel dolore o semplicemente nella quotidianità di una famiglia nella quale una figlia ha congenitamente l’età e lo sviluppo cerebrale di una neonata in un corpo che “percorreva” inesorabile il suo sviluppo?
Possiamo noi applicare principi sempre più vecchi di morale universale o dogmi di fede ad un caso naturale e “contro naturale” nello stesso tempo? Credo che il punto sia questo in fondo: cosa possiamo intendere per Naturale e cosa no?
Chiudo con altre due domande che faccio prima di tutto a me stesso. Welby non sarebbe vissuto 10 anni attaccato ad un respiratore se la medicina non lo avesse inventato e successivamente lo avesse ridotto ad esserne schiavo. Questa bimba non sarebbe sopravvissuta probabilmente al parto se la medicina non si fosse accanita nel mantenerla in vita. Perchè la visione di naturalità viene spesso vista in modo miope solo in una direzione? Non ho risposte definitive, rimbalzo tra pietà e cinismo e la lacerazione, come detto, resta.
F.

F. :
Date: January 6, 2007 @ 4:03 pm
Si possono trarre alcune conclusioni o almeno tracciare un denominatore comune di tutte le domande sia nel mio post che nel tuo commento.
Esistono sfumature differenti di moralità con cui ci si deve misurare nella vita. Ciò che è bene ciò che è male agli estremi, e tutta una serie di “meno peggio” e ” leggermente meglio” che colmano lo iato.
La scelta quindi dei genitori non credo più si possa cercare nè nel giusto nè nello sbagliato dell’azione umana ma sia da giudicare come meno peggio in un contesto che comunque lo si guardasse comunicava una sofferenza, dolore, ma anche, concedimi, un amore che pure tu, giustamente hai colto.
A si biri
F.