Lo spirito della foresta e l’essenza della vita

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resized_pm_c1.jpgUn grosso cinghiale si è trasformato in un demone maligno in quella terra senza tempo ad est. Un mostro aracnoide che annichilisce tutto ciò che incontra ma non il principe Ashitaka che seppur facendosi contaminare riesce ad ucciderlo. Terra popolata da gente fiera, che non dovrebbe esistere, ultima discendente di una gloriosa casta guerriera.

Ashitaka deve andarsene o morirà. Il demone l’ha contagiato e la piaga sul braccio avrà il sopravvento se non raggiungerà con “occhi privi di odio” il mondo da cui il cinghiale-demone proveniva. Inizia il viaggio ad Ovest fino alla città del ferro. Rudimentali armi da fuoco, donne emancipate dal lavoro ai mantici e uomini dediti al disboscamento ed al trasporto di cibi e armi. La reggente della città è una donna determinata dalle strane contraddizioni: delirio di onnipotenza e grande compassione verso i più deboli e sofferenti.

Ashitaka scopre la verità: Lei colpi con un fucile il grosso cinghiale fino ad allora spirito della grande foresta portandolo ad impazzire di dolore e diventare demone. Ashitaka ha un comportamento regale, superiore ed in qualche modo puro.

San è la piccola principessa Mononoke, allevata dai lupi che odia gli uomini che stanno ferendo la grande foresta. E’ subito intesa tra Ashitaka e San che combatteranno la loro battaglia tra entità soprannaturali, divinità della terrà, uomini e donne dal grande cuore ma anche dalla miope visione del loro interesse. Il grande spirito della foresta viene ucciso e con lui lo spirito originario della Natura pulsante di quella terra. Alla fine la vita riprende ma le cicatrici non si possono cancellare. Miyazaki nella sua bellissima metafora animata non ha risparmiato i necessari colpi all’egoismo umano, l’esaltazione della poesia naturale e tratteggiato ad arte il grandioso progetto Superiore di cui facciamo parte.

E’ stata la visione di un film che mi tenuto incollato al video fino alle 5 del mattino. Iniziata per caso e che ho trovato tristemente evocativa di quelle attualissime tematiche ambientali che negli ultimi giorni stanno avendo finalmente la giusta eco. Tralascio il giudizio cinematografico ma riporto lo spunto, l’invito a riflettere, il messaggio accorato di cui questo bel film schietto e a volte crudo come molti film di animazione giapponesi.

Notte

F.

Ashley, la Bimba

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La notizia di oggi è quella di Ashley. Per chi non l’avesse letta la ricordo in breve: Due genitori negli Stati Uniti hanno volutamente fermato lo sviluppo fisico della loro figlia a 9 anni o 6 a seconda della fonte ( poco cambia). Lo sviluppo mentale della bimba è inesistente in quanto affetta da una forma di lesione cerebrale di tipo statico. Questi genitori hanno quindi deciso di mantenere con tutti i mezzi la loro figlia ad uno stadio prepuberale perchè, secondo loro, si risparmiasse tutte le complicanze che il diventare adulta le avrebbe comportato.

Terminata la premessa utile per inquadrare la situazione resta in tutto il suo terribile e dicotomico dolore, la lacerazione che queste notizie ci provocano dentro.

Pietà o crudeltà?

I genitori hanno agito per il bene della figlia impedendole di soffrire inutilmente nel suo limbo di non coscienza o sono solo mossi da un profondo egoismo crudele e cinico?

Chi potrebbe biasimare due persone che in una situazione talmente estrema possano aver deciso per una tale “soluzione”?

Possiamo noi mai riuscire ad immedesimarci nel dolore o semplicemente nella quotidianità di una famiglia nella quale una figlia ha congenitamente l’età e lo sviluppo cerebrale di una neonata in un corpo che “percorreva” inesorabile il suo sviluppo?

Possiamo noi applicare principi sempre più vecchi di morale universale o dogmi di fede ad un caso naturale e “contro naturale” nello stesso tempo? Credo che il punto sia questo in fondo: cosa possiamo intendere per Naturale e cosa no?

Chiudo con altre due domande che faccio prima di tutto a me stesso. Welby non sarebbe vissuto 10 anni attaccato ad un respiratore se la medicina non lo avesse inventato e successivamente lo avesse ridotto ad esserne schiavo. Questa bimba non sarebbe sopravvissuta probabilmente al parto se la medicina non si fosse accanita nel mantenerla in vita. Perchè la visione di naturalità viene spesso vista in modo miope solo in una direzione? Non ho risposte definitive, rimbalzo tra pietà e cinismo e la lacerazione, come detto, resta.

F.

Li odnom alla aicsevor rovescia alla mondo iL

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Ho scritto tre volte questo post e per tre volte l’ho cancellato. Non ricordo mi sia mai capitato prima. Sono incazzato. Lo sono contro i politici che liquidano il caso Welby come semplice bolla mediatica. Lo sono contro una politica di sinistra che non è più capace di pensare, micropallica e prona alla volontà di un manipolo di centristi schizofrenici. Sono incazzato perché so benissimo che Welby è morto anche per me, ed ho paura che riusciranno a vanificare anche questo. Abbiamo una destra ultraliberale in economia e ultraconservatrice in ogni altro aspetto della nostra vita. Un clero capace di sfornare tabù con una velocità impressionante. Il controllo ormai è soffocante, non si può parlare d’amore, che si attenta alla sacralità della famiglia, non si può parlare di staminali che si attenta alla sacralità della vita, non si può parlare di eutanasia, perchè si presume di poter disporre di un “dono” come proprio ( la vita) insomma siamo al paradosso: io laico che mi devo giustificare dagli attacchi da chi, coperto da una cappa di presunta fede parla col tono di chi pensa, anzi sa tutto. Un cristiano non dice che sente sia sbagliato porre fine alle sofferenze di un malato terminale, no lui si limita ad indicare col verbo coniugato appositamente ciò che è giusto e poi unilateralmente chiude il confronto. Ecco il mondo alla rovescia, un mondo dove chi si richiama alla divinità , alla fede,  al trascendente si ritrova più credito di chi basa le proprie convinzioni sulla ragione o semplicemente sul proprio sentire di uomo.

Una certezza : i radicali han ritrovato sè stessi al capezzale di un uomo caparbio, cocciuto, che s’è aggrappato alla vita per quarant’anni così come coerentemente è voluto morire. Una cosa naturale. Dove sono gli intellettuali di sinistra adesso che servono? Dove sono i girotondini, i registi, i professori, gli scrittori, dove sono i Laici, dove?

Pensavo che scrivere mi avrebbe aiutato ma così non è stato purtroppo.

Chiudo consigliando tre libri:

Il primo è di Sebastiano Maffettone e si intitola il Valore della vita, ( una interpretazione filosofica pluralista). Un libro interessante, centrato sulle diverse interpretazioni che il concetto di “Valore” ha subito nel corso della nostra evoluzione sociale e filosofica

Il secondo è uno di quei libri che ti cambiano la vita o ti fanno semplicemente capire che sei nella direzione giusta. Si intitola Ripensare la vita, (la vecchia morale non serve più) di Peter Singer. Un libro duro, crudo, scevro di inutili ipocrisie che analizza e mette a nudo le contraddizioni della morale tradizione, ne delinea i limiti e profila nuovi orizzonti. Un libro da leggere con schietto senso critico per non lasciarsene plagiare ma che sicuramente non lascia il lettore così come l’aveva trovato.

Chiudo con il terzo libro di Richard Dawkins che si intitola Il gene egoista ( la parte immortale di ogni essere vivente). Un saggio filosofico alto ma di impronta scientifica che offre un altro punto di vista sull’argomento. Una visione più universale, immanente, schifosamente immanente, fisiologica, genetica appunto caratterizzata da dinamiche inaspettate, letture della realtà che ci possono soprendere ma che risultano assolutamente coerenti nel disegno generale dell’opera stessa.

Chiudo con un pensiero rivolto al Dottor Riccio ed al coraggio ….

Sono il solo incazzato?

F.

Moon boot allo sbaraglio

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moon bootL’inverno più caldo da mille e trecento anni, le alpi che sembrano campi da golf, animali in fuga, ghiacciai che si riducono costantemente ed inesorabilmente. Un quadro apocalittico degno di aver ispirato “the day after tomorrow” ma niente in confronto al dramma umano di migliaia e migliaia di italiani che non sanno, a soli 7 giorni dal natale, se ci sarà la neve per poter sciare. Ci pensate? In questo periodo di crisi economica profonda, di sfaldamento dei più basilari principi di convivenza etica e civile il vero incubo, imbattuto ormai da diverse notti, resta l’amletico : “moon boot sì, moon boot no”. Non ci resta che sperare che Madre Natura si svegli dal suo torpore e reagisca, lo faccia per ridare pace e serenità non a se stessa, ai propri equilibri ma a noi poveri, piccoli, umani che sofferenti imploriamo di poter sfoggiare questi ultimi ormai stanchi simboli della nostra idiozia.

P.s Nel frattempo qui piove come non accadeva da mille e trecento anni …..se potesse interessare :)
F.

Eccoci!

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Messaggio di benvenuto semplice e doveroso.

Dopo un Blog tecnico,feisty, e qualche comparsata nei commenti di regard ho deciso od aprire uno spazio “tutto mio”. L’orizzonte degli eventi è il confine che delimita il buco nero, il punto di non ritorno oltre il quale esiste solo il nulla. Un blog con poche ambizioni che raccoglierà sfoghi, riflessioni, pensieri più articolati, visioni estemporanee di un animale politico immerso in un contesto sociale che gli piace sempre meno.

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