Erano anni che l’idea mi ronzava in testa ma sentivo di non essere ancora pronto per darle ascolto. Per il mio trentacinquesimo compleanno ( ho un brivido solo a scriverlo, l’ho fatto in lettere per attutire almeno l’impatto visivo), mi sono regalato una pipa. Una pascià, dritta, semplice e che porta, guarda caso, il mio nome come indicativo del modello e della serie.
Una “francesco” , quindi, la pipa che mi ha iniziato al mondo della pipa, un mondo diverso della sigaretta e non c’è voluto molto a capirlo. Fumare la pipa non è semplice ed immediato come accendere e fumare una sigaretta.
Era una calda ed umida serata di luglio quando solo, in veranda ho cercato di accendere goffamente la mia prima pipa. Il risultato fu terribile, consumai quasi una scatola di svedesi senza ottenere granchè. Avevo sbagliato tutto!
Non voglio prendere il vizio, non mi porto la pipa al lavoro, nè quando esco per una passeggiata o un gelato, mi lascio il momento della fumata alla serenità e la quiete della notte.
Questa è “francesco”

La seconda pipa è una BC modello “louisiane” . Più importante, più signorile, bocchino largo, braciere solido con bordi più spessi intorno ai 6 mm. Una pipa per le fumate più tranquille, per tabacchi più solidi e classici come un dunhill 965 o un The MaltHouse Founder’s reserve. un tabacco aromatizzato al brandy dal profumo intenso e leggermente inebriante.

La terza pipa in ordine di tempo ancora non è nelle mie mani e chissà mai se ci arriverà. MI è stata regalata ma qualcosa ha inceppato il fluido meccanismo della consegna. Sembrerà strano ma provo affetto anche per quella pur non avendola mai vista ne, tanto meno , fumata. Mi riservo di aggiornare o scrivere una integrazione al post se dovessi riceverla.
Arriva adesso una grossa sopresa. Ho chiesto a mio padre di farne una lui. Mio Padre, è il classico uomo tuttofare, la pazienza della goccia che buca la pietra. Non sembrava convinto, o comunque la manifestazione di entusiasmo era rimasta sotto i livelli di guardia ed invece bluffava. Ieri sera mi ha portato due meravigliose pipe che mi hanno letteralmente lasciato basito.
Questa è la prima pipa realizzata in ordine di tempo. Una pipa in quercia, il legno della mia terra, quello da cui tradizionalmente viene estratto il sughero. Il bocchino è in frassino, un po’ fresco ma lo stacco di colore secondo me è fantastico. Ancora non l’ho provata e non vedo l’ora…

Questo è il secondo capolavoro del nostro nuovo mastro pipaio “Tonino da Macomer”.
Il legno usato è il mogano, rosso vivo , scuro ed asciugato dal tempo. E’ ricavata da un pezzo di un tagliere che, mia madre ha datato nei primi del ‘900 perchè parte di una attrezzatura da forno a legna che mai poteva mancare in una casa del tempo. Sensazione al tatto bellissima, entrambe non sono lucidate ma levigate e lisce. Bocchino sempre in frassino. E’ stata la prima che ho fumato, pochi grammi del mio tabacco preferito il “Sweet VANILLA HenydeW”. Pochissime accensioni , un tiraggio perfetto ed una straordinaria resistenza al calore. Al tocco è rimasta tiepida all’asterno.
Che emozione! Ho dovuto svegliare mio Padre e testimoniargli con la pipa in bocca il grandioso successo del suo lavoro.
Il valore affettivo non credo sia esprimibile.

Questa è una panoramica delle mie pipe.

Questa è una foto, invece, dei tabacchi. Scriverò una recensione per ognuno di questi nei prossimi giorni.

A presto.
F.
Aggiornamento ore 00:47
Anche la prima pipa ( in legno di quercia) ha funzionato benissimo. Tabacco alla vaniglia della golden Blend’s
un trinciato fine, per me semplice da fumare.
