Curiosità su Selargius
@page {size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm; } P { MARGIN-BOTTOM: 0.21cm }(in sardo Cerauxs)
Selargius è la decima città della Sardegna, posta all’estremità meridionale del Campidano a est di Cagliari.
Provincia attuale: CA
Nuova provincia: CA
C.A.P.: 09047
Codice ISTAT: 92068
Codice comune: I580
Superficie Kmq: 26,71
Coordinate:
(Latitudine e Longitudine) 39° 16′ N
9° 10′ E
Altezza (metri s.l.m.): -
Abitanti al 1991: 23237
Abitanti al 2000: 27394
Abitanti: selargini
Municipio: via Istria, 1 - tel. 070 85921
Guardia medica: via Massimo D’Azeglio - tel. 070 842907
Polizia municipale: via Confalonieri, 7 - tel. 070 844000
Biblioteca: via Gallus, 2 - tel. 070 842643
Ufficio postale: via Trieste 85 - tel. 070 8595034
° ° Stemma
Ho cercato molto ma non ho notizie certe sullo stemma, tenterò una lettura . Ovviamente ben vengano correzioni e precisazioni.
La corona è quella dei Marchesi di Qirra, a lungo feudatari della zona. Nello stemma sono raffigurate la celebre Croce di marmo a simbolo della città e della sua storia , le spighe e le foglie di vite ad indicare i prodotti della sua terra ed i fenicotteri rosa a simbolo dello stagno e quindi della natura della zona.
°°° Valori costituenti
Il Comune di Selargius si dichiara comunità che fonda la sua vita cittadina sui valori della pace e sulla totale integrazione e uguaglianza etnica, religiosa, razziale.
Il Comune di Selargius si dichiara comunità denuclearizzata.
Cenni occupazionali:
Risultano esistere sul territorio del comune
536 attività industriali con 1.703 addetti pari al 34,54% della forza lavoro occupata,
626 attività di servizio con 1.196 addetti pari al 24,25% della forza lavoro occupata,
461 attività di servizio con 1.091 addetti pari al 22,13% della forza lavoro occupata
e 98 attività amministrative con 941 addetti pari al 19,08% della forza lavoro occupata.
Risultano occupati complessivamente 4.931 individui, pari al 17,97% del numero complessivo di abitanti del comune.
°°° Origine del nome
Le origini del nome Selargius non sono accertate, l’ipotesi più probabile è che derivi dall’unione dei nomi di due insediamenti: Syrarjius (Syrargius) , nome derivante da quello dei suoi fondatori Syri – Fenici), e da Cellarium o Cellarius, fondata più tardi dai romani come deposito per le scorte di grano e vino della città di Calarsi. L’unione di questi due insediamenti diede luogo al nome Cellarium, ( deposito del grano , o celle per la conservazione del grano) un ulteriore sviluppo si ebbe con la fusione con Salarium, centro in cui veniva raccolto il sale, ( e che, volendo ritrovare un contesto all’interno dell’odierna cittadina, si trovava nell’attuale zona di Bi’ e Prama)
Secondo alcuni l’etimologia di Selargius deriverebbe proprio da Salaryum, (luogo della lavorazione del sale) che si dovrebbe leggere Salargjium, ma è più accreditata l’ipotesi che il nome derivi proprio da Cellarjium.
°°° I dieci cognomi maggiormente diffusi sono:
Melis
Piras
Deiana
Salis
Ambu
Contu
Puddu
Frau
Serra
Meloni
°°° Brevi cenni storici
* I siti archeologici “Su Coddu” e “Mat’e Masonis” dimostrano che Selargius ha una lunghissima storia, risalente addirittura al Neolitico ovvero al 3000 a.C. e la sua appartenenza alla Cultura di Ozieri (cultura della ceramica)
* Certamente ebbe grande impulso dai romani che ne fecero il deposito alimentare di Cagliari.
* Nel 1052 in seguito alla sconfitta dei Musetto contro i Pisani la città toccò in premio a i conti Della Gherardesca
*Nel 1324 Selargius viene conquistata dagli spagnoli ed entra a far parte del Marchesato di Qirra
*Altre notizie di Selargius si hanno nel 1327 quando la città viene posta come uno dei limiti dell’agro cagliaritano da Re Giacomo D’Aragona.
* Nel 1366 qui si stabilì Mariano IV d’Arborea, dopo una rivolta contro il governatore aragonese.
* Nel 1424 Selargius fu data, da parte di Alfonso V d’Aragona, a Berengario Carroz
* Nel 1655 la popolazione venne decimata dalla peste
* Selargius faceva parte della baronia di san Michele, integrata nel feudo di Quirra e nel 1798 andò in mano ai Conti Osorio de la Cueva fino al 1848, data in cui si ha la fine del sistema amministrativo feudale nell’isola, da questo momento in poi il feudo di Selargius fu riscattato dallo stato.
* Durante il periodo fascista Selargius è legata a Cagliari ma riacquista l’indipendenza nel 1947
*Attualmente di Selargius colpiscono i dati anagrafici infatti l’iimigrazione è stata imponente da una popolazione di 2368 anime nel 1845 si passa a 8768 nel 1961, fino ad arrivare ad una popolazione attuale di circa 28000 persone.
Luoghi caratteristici e monumenti
°°° le domus ed i portali
A Selargius è possibile trovare molti esempi di domus ,le tipiche case campidanesi, con i loro bellissimi portali. Sono case fatte di mattoni di fango e paglia formate , di solito da duo o tre locali bui perché la luce filtrava dal loggiato. Le fondamenta della casa erano in pietrisco e salivano all’esterno fino ad 80cm poi c’erano i mattoni crudi (ladiri).
Is arricus disponevano di abitazioni più complesse, comunque prive di luoghi per l’igiene personale e con poche comodità.
In ogni casa non mancava la “lolla” che è la caratteristica delle case campidanesi. Alcune case avevano la lolla chiusa da un muro basso “lolla a muredda”, lo scopo delle lolle era ridurre la temperatura dei locali interni. Nelle soffitte delle lolle appese a dei chiodi si conservavano i grappoli d’uva , pezzi di maiale, insomma le soffitte avevano funzione di dispensa della famiglia. I portali erano una sorta di biglietto da visita e quindi davano lustro alle famiglie.
°°° la ciminiera
La svettante ciminiera, reperto industriale della fine dell’Ottocento ricordo dell’antica distilleria , nel parco di S’i e Boi è divenuta quasi l’emblema della città. Come è tipico dell’archeologia industriale il pregio della ciminiera non stava solo nella sua utilità ma anche nelle piccole decorazioni.
°°° carcere aragonese di “San Pancrazio”
Il carcere Aragonese o dei marchesi di Qirra (feudatari di Selargius ) fu costruito intorno al 1600 – 1700 . I marchesi di Quirra qui, in ambienti malsani , tutti i prigionieri dei loro feudi.
Fra il 1803 ed il 1807 il carcere fu tristemente noto perché fra i carcerati si diffuse il “tifo carcerario “ o cerexinu che si diffuse nel paese procurando parecchie vittime.
Nel 1880 divenne lazzaretto a causa del colera. Ora dovrebbe divenire un museo.
°°° la croce di marmo
La croce di marmo , Sa Gruxi ‘e Mramuri, fu costruita nel periodo di dominazione catalana (1425) ha un profondo significato religioso oltre che un buon livello artistico. Si suppone che la croce segnasse l’inizio della proprietà dei Monaci Vittoriani di Marsiglia . Divenuta luogo di predicazione e di esecuzione di condannati a morte ha dato origine anche a un modo di dire. Siccome a quei tempi la sentenza era emessa dal Giudice di Ceraxus e la sentenza avveniva , come detto , per impiccagione accanto alla croce anche oggi si sente dire: “ ancu ti cruxada su bangh’e Ceraxus”
Nel 1960 , per permettere la costruzione del nuovo municipio, la croce venne spostata di venti metri.
°°° la chiesa di San Lussorio
Nelle campagne del paese si trova la chiesa di San Lussorio, romanica, eretta nel XIII secolo, sul luogo del martirio dei santi Lussorio, Cesello, e Camarino. Era nota come la chiesa di San Lucifero (grande vescovo cagliaritano),fino al 1666 anno nel quale viene dedicata a San Lussorio. Costruita in stile romanico ha una pianta a due navate e le pareti sono di pietra calcarea.
°°° San Giuliano
Nel centro del paese troviamo la chiesa romanica di San Giuliano, costruita tra il XII e il XIII secolo. La chiesa, restaurata di recente, sulla facciata presenta un portico che è stato aggiunto probabilmente nel XVI secolo. La pianta è a tre navate. Restaurata alcuni anni fa, rappresenta la più importante testimonianza del culto religioso di quel’epoca. Al suo interno sono custoditi un crocifisso ligneo del XVI sec., la statua della Madonna del Rosario e il Simulacro ligneo di S. Giuliano a cavallo.
Feste popolari e tradizioni
°°° La festa di San Lussorio
Questa è una saga fra le più antiche e più popolari del campidanese.
Il nome Lussorio deriva da Luxuria, ed è un nome di umiliazione. Qualcuno per nobilitarlo, lo riferisce a Lux oriens, luce che sorge. Nel tempo ha subito molteplici mutamenti: Lusore, Lusciori, Lussurgiu e Rossore. San Lussorio è venerato in tutta la Sardegna. Papa Paolo V (1614) concesse indulgenze a chi visita la Chiesa di San Lussorio il 21 agosto giorno e il giorno della Santissima Trinità. Da qui nasce l’idea di una grande festa, sette giorni nei quali ai riti religiosi si alternano vari tornei dalla poesia ai cavalli. Poi la festa viene spostata ad attobre ed ha interruzioni solo per le guerre. Nel 1934 viene introdotto il Cocchio e da allora anche san Lussorio, come Sant’ Efisio, troneggia su un carro competamente ricoperto di fiori trainato da buoi possenti con le corna infiorate e … .is piras (nastri colorati) che pendono dalle orecchie Il corteo, tutto in costume, cammina su un tappeto di cisto, papiro, oleandro, rosmarino e petali di rosa. Anche il santo viene rivestito a festa ed ha al suo fianco, come valletti, le statue (piccole) dei santi Cesello e Camerino mentre dei fucili sparano a salve.
Accompagnano la processione anche dieci cavalieri con la divisa dei miliziani campidanesi e i rimanenti coi costumi sardi. Dopo una settimana di festeggiamenti con tornei bandistici, di poesie e la tradizionale corsa dei barderi i santi vengono riposti nella Parrocchiale dell’Assunta fra fuochi artificiali e suono di tutte le campane. La festa è stata sospesa dal 1953 al 1992 e così facendo ha perso un po’ del suo splendore ma in questi ultimi anni ha ritrovato i fasti dei tempi migliori divenendo un importante appuntamento per i selargini ed i campidanesi.
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- San Lussorio , probabilmente, e nato a Cagliari nel 270 d.C . Apparteneva ad una buona famiglia , ma fu educato secondo i principi della religione pagana. Il Cristianesimo però in quegli anni andava diffondendosi ed egli ebbe diversi contatti con i cristiani. Abbracciò la carriera militare facendosi onore., carriera che abbandonò nel momento della conversione. Lussorio si ritirò a pregare in una grotta divenendo guida spirituale di molti giovani del luogo.. Diocleziano diede ordine di perseguitare i cristiani e Lussorio, accusato come cristiano, non rinnegò la sua fede e così venne condannato a morte e la sentenza eseguita proprio a Selargius.
Camerino Lussorio Cisello
°°° il matrimonio selargino
La seconda domenica di settembre le strade si Selargius si affollano per assisteri ai matrimoni selargini.
Una tradizione campidanese nata nel XVIII secolo e tornata in auge negli anni sessanta.
La folla , che fa da cornice al percorso degli sposi lancia , o meglio , benedice gli sposi con grano e sale che rappresentano la fonte di benessere della zona nei tempi passati.
Gli sposi inizialmente avanzano per due diverse strade, ed il loro corteo è composto da parenti in abiti tradizionali, i due cortei si riuniscono poi sul sagrato della Chiesa. In testa ai cortei ci sono i suonatori di Launeddas seguiti da fanciulle che portano doni benaugurati: un archetto, un agnello, il pane lavorato in forme preziose, i dolci fantasiosi ed altro ancora.
Entrambi gli sposi sono accompagnati solo dal padre , le madri li attenderanno nella nuova casa dove al termine della cerimonia si terrà un sontuoso banchetto.
Nella nuova casa gli sposi ricevono l’ultima benedizione: quella materna. Le due madri aspergono di sale e grano il capo dei loro figli genuflessi, per augurare loro la prosperità.
La sposa, prima di varcare la porta di casa dona i fiori d’arancio alla sua migliore amica. Fiori che benedetti in sull’altare porteranno fortuna e dovrebbero garantire all’amica il matrimonio entro l’anno.
Quella vergine ghirlanda consacrata sull’altare, porterà fortuna a quest’altra ragazza, portandola al matrimonio entro l’anno.
L’arrivo degli sposi alla casa nuziale è un momento ricco di simbologie e una delle fasi più suggestive dello sposalizio selargino;
Quando gli sposi stanno per arrivare alla loro casa, tutte le donne della contrada si affacciano alla finestra e, gettando addosso agli sposi del frumento fanno gli auguri alla nuova coppia.
La mamma dello sposo attende la coppia all’uscio di casa, e al loro arrivo getta loro del grano e del sale, questo rito viene chiamato sa Grazia.
La sposa, arrivata a casa e accolta da numerosi applausi, scende da cavallo e bacia le mani ai suoceri, offrendosi loro come figlia.
La sposa oltre ad indossare gli abiti della tradizione si adorna anche con bellissimi gioielli sardi.
Un momento molto suggestivo dell’Antico Sposalizio Selargino è la “promessa” che viene fatta dagli sposi proprio nella chiesa di S. Giuliano, dove gli sposi stessi scrivono in una pergamena un messaggio dedicato ai figli, che viene custodito dalla Confraternita del Rosario e che solamente 25 anni dopo viene consegnato al primogenito
Il matrimonio selargino è una delle cerimonie più suggestive di tutta la Sardegna ed è diventata attrazione anche per i turisti
°°° San Giuliano, 9 gennaio
Si celebra nella omonima chiesetta romanica con il tradizionale falò sul sagrato.
°°°Sant’Antonio, 16 gennaio
Secondo la tradizione festa di “Sant’Antoni’ e su fogu”. In onore del santo si accende un grande falò sul sagrato della chiesa a lui intitolata e si distribuiscono le arance benedette. Nell’occasione vengono benedetti anche gli animali.
°°°SS. Vergine Assunta, 14-15 agosto
Festa religiosa nella quale la statua della Vergine dormiente, avvolta da un velo bianco ornato di pizzi, viene adagiata sul suo lettino e portata in processione su un carro a buoi.
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Prodotti tipici
Pane
In passato le donne selargine partivano ogni mattino con i loro cesti ed arrivavano puntuali al mercato di Cagliari e grazie a loro “su pani biancu” (soprattutto “su baietorra “ e “ su moddizzosu”) arrivò sempre fresco sui banchi della città permettendo alle donne selargine di contribuire, soprattutto in periodo di guerra, al mantenimento della famiglia.
Il segreto del pane selargino e della sua fama sta nella scelta paziente e nella setacciare scrupolosamente le farine. In effetti il segreto di “su fai pani ceraxinu” consisteva in quel continuo passaggio della farina nei setacci: tadatzu de pilu, tadatzu de seda. Poi grande pazienza nel manipolare la pasta. La fama del pane di Selargius si mantiene viva anche ai nostri giorni.
Lo Stagno di Molentargius
Tra Cagliari, Quartu Sant’Elena, Quartucciu, Selargius e Monserrato, nello zona umida di Molentargius sono tornati a nidificare dal 1993 i fenicotteri rosa, il popolo rosso “Sa Genti Arrubia”. Da sempre i fenicotteri rosa frequentano gli stagni sardi anche se mai si erano fermati nel periodo della riproduzione. Ora, dal 1993 appunto, hanno scelto di nidificare qui e ogni anno nascono migliaia di pulli ( così si chiamano i pulcini dei fenicotteri)
Nello stagno di Molentargius si possono trovare anche il pollo sultano, il cavaliere d’Italia, le gallinelle d’acqua .
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